LA MORTE, LA VITA E LA GUERRA INFINITA

Ha solo vent’anni ma sembra già vecchio
Angoscia e paura di guardarsi allo specchio
Poi come uno schiaffo, la sua identità
La smorfia di sfida, la giovane età.
E guarda nell’alba di un freddo mattino
Il sole che sorge, l’azzurro divino,
il fiore che s’apre la nuova energia
la vita sorride e gli mostra la via.
E sente nel cuore una brezza leggera,
la luce negli occhi, è già primavera,
la vita riprende il suo eterno cammino,
la spada nel pugno, si compie il destino.
La terra d’intorno allarga le braccia
E di ogni guerriero rimane la traccia
Bandiere, metalli, del sangue l’odore,
la legge è una sola, si vince o si muore.
Poi un giorno il risveglio al palo legato,
ferite sul petto, sarà processato,
"Adesso rispondi che sei un terrorista,
che pendi più a destra o che pendi a sinistra".
"Non so che vuol dire ciò che mi chiedete
questo è il mio sangue, che altro volete,
per me questa è l’unica cosa che vale
mio padre e mio nonno l’avevano uguale.
Io non riconosco il vostro diritto
Mi avrete voi morto, però non sconfitto
E se c’è una legge da far rispettare
È quella del sole, del cielo e del mare
Coraggio signori, premete il grilletto
Però c’è una cosa che ancor non vi ho detto,
che come quell’uomo che contro si scaglia
avrei preferito morire in battaglia".
E mentre la testa si china su un lato
E il sangue che sgorga consacra il selciato,
tamburi di guerra risuonan lontano
chi muore da eroe non muore mai invano.
E passano gli anni e così le stagioni,
ancora speranze e ancora passioni,
si scorge una spada brillare da un miglio,
il sangue è lo stesso, la impugna suo figlio.

A. GALLO