LA RUSSIA E LA N.A.T.O.
28/05/02: la Russia entra a far parte della N.A.T.O. Abbiamo interpellato
Carlo Terracciano,
esperto di geopolitica, per capire meglio questo avvenimento.
D. La Russia aderisce alla NATO: quali i motivi e gli interessi in gioco?
R. Diciamo subito, per essere precisi, che l’adesione russa ai vertici NATO è, per ora, poco più di una formalità. Nessun diritto d’intervento diretto nella fase decisiva né tantomeno di controllo o voce in capitolo nelle decisioni militari e strategiche. Da parte occidentale l’interesse è evidente. Con il crollo del Patto di Varsavia e della stessa URSS l’imperialismo americano penetra sempre più ad Est, in profondità nel cuore d’Eurasia. In termini geopolitici si tratta di quello che il MacKinder considerava il retroterra logistico della potenza terrestre, la Russia, rispetto ad un attacco da parte del “Mare”, della talassocrazia di turno, ieri l’Impero Britannico oggi gli Stati Uniti d’America. È appunto l’”Heartland”, il “Cuore della Terra”, il cui possesso determinerà praticamente il controllo e la conquista dell’intero pianeta. Si consideri che intanto la NATO continua ad estendersi con l’adesione di stati ex-nemici, come la Polonia, l’Ungheria, la Cechia ecc… e con la prospettiva di arrivare ad inglobare gli stati balcanici, baltici e persino l’Ucraina e la Bielorussia; insomma inghiottire tutta l’Europa. Già, per esempio, si prospetta in questo quadro, parallelo a quello dell’estendersi della U.E., l’solamento dell’exclave di Kalinigrad, la ex Koenigsberg prussiana. Un punto di frizione geopolitico pericolosissimo. Di fronte a tutto ciò il governo Putin, pur contrario all’estensione della NATO ad Est, non ha levato che una flebile, peraltro inascoltata protesta. La Russia attuale spera probabilmente di ottenere dall’occidente, specie dall’Europa, i mezzi tecnici e finanziari per superare il profondo gap che la separa oramai dagli avversari di ieri, dopo il fallimento di 70 anni di marxismo. Ma il rischio a medio-lungo periodo potrebbe essere quello della messa in causa della Russia stessa non solo come grande potenza, anche se oramai relegata in secondo piano, ma proprio come stato unitario.
D. Con la firma di questo trattato, si è parlato di fine della “Guerra Fredda” e di comune “Lotta al terrorismo”. È così?
R. Panzane propagandistiche. La cosiddetta “Guerra Fredda” (che fu tale solo in Europa dopo Yalta, ma ben “calda” nel resto del mondo), è finita da oltre un decennio e la Russia l’ha persa. L’inizio della fine si ebbe con la ritirata dall’Afghanistan, non a caso il primo paese invaso dagli USA nella loro marcia finale alla conquista dell’Heartland eurasiatico.
In un libro di prossima pubblicazione dal Veltro, “Hitler e l’Afghanistan”, di cui ho curato gli aspetti geopolitici, ho cercato di individuare i motivi geo-strategici dell’importanza di questo territorio.
Per tornare alla NATO vorrei ricordare una ovvietà sempre trascurata dai media: l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO, OTAN in francese), che già nel nome chiarisce i suoi veri aspetti geopolitici, nacque nel ‘49 per contrastare l’URSS e i suoi alleati, anche se il Patto di Varsavia fu posteriore. In realtà oltre a questo scopo c’è sempre stato quello di controllare e dominare l’Europa occidentale. Serviva cioè, come si disse sinteticamente, a “tenere la Russia fuori, l’America dentro e la Germania sotto”! Ora che il contendente non esiste più, a rigor di logica, dovrebbe dissolversi anche l’alleanza d’Occidente. Essa al contrario si espande in territori che niente hanno più a che fare con il progetto di fondazione, con i suoi scopi, veri o presunti, di allora, con l’area geostrategica atlantica. C’è anche da aggiungere che comunque l’adesione della stessa Russia dimostra quanto oramai la NATO sia inutile anche per Washington come strumento politico e militare. Ancora una volta ce lo dimostrano gli eventi afghani. L’Amministrazione americana considera i sedicenti partner europei inaffidabili politicamente e inetti militarmente, Gran Bretagna esclusa. Washington oramai prende le sue decisioni a prescindere anche dall’ONU, figuriamoci dai suoi sottoposti europei! Semmai si delinea sempre più un’Alleanza Anglofona che comprende il Regno Unito, il Canada, l’Australia e la Nuova Zelanda; quelli che definisco la “banda di Echelon”.
In un’oramai inutile e obsoleta NATO può entrare anche la Russia, seppur non dalla porta principale ma da quella della servitù.
Non parliamo poi di “lotta al terrorismo”, già oggi ridefinita come “guerra all’Asse del Male” contro Iran, Iraq e Corea del Nord [sui motivi di questa inedita invenzione propagandistica USA tratteremo in un prossimo testo sull’Iraq, sempre con le Edizioni del Veltro, di cui curerò sempre la parte geopolitica]. L’antiterrorismo mondiale di Bush & C. è solo la foglia di fico, la giustificazione propagandistica dell’imperialismo della talassocrazia americana-sionista per accaparrarsi le posizioni strategiche dominanti contro i potenziali nemici di domani (penso alla Cina, ad una Russia uscita dalla crisi ed, almeno economicamente, all’Europa). L’UNICO VERO TERRORISTA MONDIALE E’ IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI D’AMERICA, che in realtà non è altro che il braccio militare del Superstato Imperialista delle Multinazionali, il SIM. Se la Russia di Putin pensa di utilizzare gli Stati Uniti per risolvere il vespaio ceceno o situazioni simili ha veramente sbagliato bersaglio. È proprio lei il bersaglio. Basi militari USA sono già in Uzbekistan e Kirghizistan nonché nel Caucaso, in Georgia. Se “l’Asse del Male”, che anche nel nome rievoca gli stati dell’Asse della II Guerra Mondiale, dovesse crollare l’accerchiamento sarebbe completato e Mosca e Pekino sotto tiro.
D. Possiamo parlare della Russia come di un ennesimo stato vendutosi al Mondialismo? Quale sarà il suo futuro?
R. Il governo della Russia si è venduto al Mondialismo già con Gorbaciov, credendo di ottenere i benefici economici e tecnologici dall’occidente col gettare alle ortiche la struttura del paese e l’impero. Con i risultati che conosciamo: miseria, degrado, criminalità, guerre, sperequazioni, disintegrazione della stessa struttura sociale. Ma , nonostante tutto, il popolo russo ha ancora in se risorse e riserve che lo possono salvare. Del resto fenomeni come quello di Serghej Torop “Vissarion”, il nuovo “Gesù Cristo” dalla Siberia sono tipicamente russi; ma ci sono segnali ben più importanti, anche in campo politico, come l’organizzarsi di un Movimento Eurasista guidato dall’amico Dughin e che pure finora appoggiava il regime di Putin. È impossibile dire oggi quale sarà il futuro della Russia, cioè se la Russia avrà un futuro o no. La Russia non è una “nazione” nel senso occidentale borghese del termine: la Russia è e resta sostanzialmente un Impero. La Russia è un’Idea, con un ruolo geopolitico eurasiatico e mondiale. Senza questo ruolo, questo “Pernio storico e geopolitico”, senza la sua anima mistica e salvifica non esiste Russia e tantomeno l’attuale pallida imitazione scimmiesca dell’occidente mondialista. Se imboccherà la strada segnata dal Destino, dalla Storia e dalla Geopolitica la Russia potrà risorgere come Eurasia, come stato guida dell’Europa e del mondo. Ma questo la porterà INEVITABILMENTE al confronto-scontro con l’imperialismo talassocratico planetario del continente avverso: il Nord-America. In caso contrario, continuando nella politica suicida attuale la Russia scomparirà semplicemente dalla storia e dalle carte geografiche, tornando forse la sua capitale al Principato di Moscovia. Penso , per inciso, che San Pietroburgo avrà un ruolo sempre più importante in un prossimo futuro.
D. In passato gli USA sono stati sospettati ed accusati di finanziare, tramite Pakistan ed altri stati arabi loro alleati, la guerriglia cecena per avanzare negli ex territori sovietici. Che fine farà questo fronte?
R. Gli Stati Uniti Nordamericani da quando esistono hanno sempre finanziato ed appoggiato guerre, guerriglie, attentati, colpi di stato. Hanno rovesciato governi legittimi, imposto blocchi economici, fatto spionaggio, tentato “golpe” e fatto stragi: la storia recente degli anni ’70 ed ’80 in Italia è un esempio quasi da manuale della loro strategia di terrore, che utilizzò elementi legati ai Servizi, indifferentemente uomini di destra e di sinistra, ex repubblichini ed ex partigiani. E con i governi dell’ultimo decennio la musica non cambia. Che l’America abbia sponsorizzato i suoi alleati pakistani e soprattutto sauditi è notorio già dai tempi della presenza russa in Afghanistan.
Pur provando una istintiva simpatia per i ceceni, non possiamo esser ciechi di fronte all’ingerenza statunitense, come la presenza in Georgia. La verità è che le Amministrazioni americane prima fomentano guerre e guerriglie e poi si presentano come pacieri, per installarsi definitivamente in quell’area. Così in Iraq, così in Palestina e in tutto il Medio Oriente; e così anche nel Caucaso.
Quale sia stato il ruolo dei Servizi e del governo negli attentati di New York dell’11 settembre sta pian piano affiorando soltanto oggi e forse mai se ne conoscerà la vera portata. Ora con la scusa della “lotta al terrorismo islamico” ovunque nel mondo, terrorismo a suo tempo ampiamente finanziato e armato, gli USA hanno mano libera per intervenire ed installarsi ovunque credano utile. Del resto uno degli stati canaglia nel mirino di Washington è la Corea del Nord, sul cui “islamismo” avrei qualche riserva…! La verità, tanto per fare un parallelo con gli eventi newyorkesi, è che nel mondo gli “eroici pompieri americani” sono proprio i piromani che hanno appiccato gli incendi delle guerriglie per poi proporsi come improbabili salvatori dalle fiamme, al solo scopo di installarsi permanentemente tra le rovine e non andarsene più. Il Potere Mondialista insediato in America è il Nemico assoluto di tutti gli uomini, di tutti i popoli, di ogni Cultura e Civiltà. Anche dei Ceceni, come dei Russi, degli Islamici in genere come degli europei tutti.
Se e quando Russi e Ceceni avranno capito questa semplicissima lezione della Storia e della Geografia, potranno risolvere pacificamente il loro conflitto, come già fecero ai tempi di Lebed, recentemente scomparso in un incidente aviatorio. E come non ricordare il Comandante Massud ucciso due giorni prima l’attentato alle Twin Towers ?
Anche sul fronte ceceno-caucasico si decide il destino dell’Eurasia, cioè della Russia e della stessa Europa. Come ho più volte avuto modo di dire e di scrivere il “Nemico alle porte” della Russia non è il popolo ceceno ma l’imperialismo americano-sionista lanciato alla conquista totale dell’Eurasia, dopo essersi accaparrato praticamente il resto del mondo, Europa, Africa, America Latina. Ne sono coscienti al Kremlino? E se sì cambieranno l’attuale politica da suicidio?
E se no, sorgerà dal cuore stesso della Russia eurasiatica una forza, una Volontà, un Uomo capace di ricondurre il popolo russo sulla via della grandezza imperiale e della liberazione dei popoli oppressi ed asserviti? La risposta a questi quesiti drammatici, qualunque essa sia, determinerà il nostro futuro nei secoli a venire.